Shamma Warriors prime impressioni – recensione Riccardo Ageno [ITA]

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Ecco la prima impressione della prima uscita con i sandali Shamma Warriors, recensione di Riccardo Ageno!

Sono uno che fa Trail. E sono uno che, quando non deve correre tanto, si
diletta ad allenarsi sui sentieri senza scarpe o sandali. Insomma, scalzo.
Ovviamente è molto faticoso, sul sentiero il piede nudo lavora moltissimo,
acchiappando letteralmente il terreno con le dita, ed avendo la percezione
diretta del terreno, quando il numero di pietre aumenta, il gioco si fa duro.
Motivo per cui, quando faccio i miei lunghi o quando vado su percorsi che
non conosco, come quelli delle gare, preferisco indossare dei sandali per
evitare di incappare in pietraie devastanti, rallentare troppo in discesa, o
arrivare a metà itinerario con i piedi stanchissimi.


Effettivamente, sto cercando ancora la quadratura del cerchio, e nei miei
interessi sono capitati questi sottilissimi sandali da Trail made in the U.S.A.
dalla ditta Shamma Sandals. Il modello si chiama Shamma Warriors, e se l’hanno
chiamato così un motivo c’è.
La casa, come misura della suola, indica circa 7mm. In realtà non sono
proprio 7mm, perchè questa misura comprende una serie di micro-tacchetti
della suola Vibram Newflex, che in alcuni punti sono assenti, e quindi in quei
punti è anche meno spessa. Oltre tutto la suola degli Shamma Warriors è morbida, a
differenza delle suole della maggior parte dei sandali in commercio, talmente
morbida da poter essere arrotolati su sè stessi.


Insomma, io ve lo dico e metto le mani avanti: ad oggi, dopo quasi un anno di
corse senza scarpe, questi sandali sono indubbiamente l’oggetto più
minimale che io abbia mai usato.
SHAMMA WARRIORS – ALLACCIATURA
Andiamo con calma.
Ho fatto una serie di foto (scusate i miei piedi brutti) per far vedere come si
allacciano i Warriors. Insieme ai sandali arriva un libretto con le istruzioni per
allacciarli, ma trovate il tutorials sia sul sito Shamma che su Youtube.


Nel complesso, comunque, è molto facile: prima si regola la fascetta
anteriore e si inserisce il laccio anteriore, poi si fa ruotare su sè stesso il
laccio posteriore, si fa scorrere sotto alla parte che è infilata nel foro, si passa
dietro al tendine d’Achille, nella sua fascetta e si strizza sopra al tallone.


Finito questo giro, si stringe la fascetta anteriore ed i sandali ShammaWarriors sono allacciati.
Abituato ad altri tipi di sandali che hanno come punto debole proprio
l’allacciatura, per me questi sono subito risultati estremamente stabili.


L’allacciatura non si slaccia e, nonostante le prime iniziali incertezze nello
stringerla troppo o nello stringerla troppo poco, durante il mio Trail non si
sono mossi di un millimetro. Oltre tutto, la parte alta del sandalo, ricoperta da
pelle, tiene ben fermo il piede: anche quando sono passato nell’erba ancora
umida della prima mattina, il piede non ha pattinato nel sandalo. Pensavo che
la pelle sarebbe risultata scivolosa, ma la stabilità dei lacci e la qualità del
prodotto han fatto si che io, nella successiva salita dopo il prato d’erba
bagnata, non abbia avuto alcun problema. Stabilità dei lacci e della parte alta
del sandalo veramente ottima.
GRIP
Mi riprometto di valutarli meglio, e premetto che stanotte ha piovuto.
Non ha piovuto così tanto da creare fango a palate, ma abbastanza da
rendere le rocce scivolose.

Ora, io sono convinto che l’unica suola che

riesca ad avere una tenuta sulle rocce bagnate siano i piedi umani, perciò
non mi sono assolutamente meravigliato di non avere una buona tenuta
quando salivo o scendevo su rocce bagnate, specie quelle grandi e lisce.
La mia perplessità è stata invece durante i tratti in salita o in discesa sulla
semplice terra battuta, resa leggermente umida dalla notte piovosa, ma non
così umida da crearmi problemi con altri sandali o scarpe minimaliste quando
ho affrontato queste stesse condizioni.
Oggi, invece, in alcuni momenti ho avuto quasi la percezione che il sandalo
non fosse riuscito a grippare bene sul terreno. Soprattutto quando il terreno,
invece di proseguire dritto, è inclinato in senso laterale: quel terreno che
costringe i piedi a stare piegati verso destra o verso sinistra, ecco lì a volte ho
fatto fatica per mantenere l’equilibrio.
Ok, io corro scalzo, ho una grossa propriocezione e so ascoltare i feedback
che arrivano dai miei piedi, ma in un paio di occasioni ho sopperito con la
forza di piedi e polpacci alla mancanza di grip nello slittamento laterale.
Invece, su salite e discese, quindi nelle inclinazioni in senso anteriore della
strada, il sandalo effettivamente tiene alla grande.
Ora, io non so se il piccolo deficit che ho riscontrato durante il mio trail sia
dovuto al fatto che devo abituarmi a una suola così minimal, così morbida
rispetto ad altri sandali, e che da quindi un ritorno di forza diverso (ma,
badate bene, non uguale al piede nudo), oppure che sia un limite della forma
della suola NewFlex della Vibram. Quelle righe a zig zag su tutta la suola
forse grippano benissimo in avanti ed indietro, ma non grippano altrettanto
bene quando il sandalo scivola verso destra o verso sinistra.
Su questo mi riservo il beneficio del dubbio e voglio provarli ancora ed
ancora, per vedere se è questione di abitudine o è effettivamente un punto
debole dei sandali ShammaWarriors.

La settimana prossima un test dei sandali Shamma Warriors con i laccetti straps aggiuntivi ai piedi, e un’ulteriore impressione a caldo..con riprese videoe tante foto, una recensione davvero approfondita sugli Shamma Sandals…

Riccardo Ageno

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