Scarpe Altra Torin 3 – secondo test di Cristian Caselli con video [ITA]

scarpe Altra Torin 3.0

Sono passate un paio di settimane e un centinaio di km dal mio primo test con le nuove scarpe Altra torin 3 e devo dire che la scarpa mi ha colpito in maniera molto positiva per vari motivi.

Come già accennato nella scorsa recensione le scarpe Altra Torin 3 sono comodissime e personalmente le trovo ben riuscite anche a livello estetico, ovvio bisogna abituare l occhio alla forma “a piede di papera” ma una volta fatto è un buon compromesso anche per il tempo libero.
Essendo un neofita in materia di natural running credo che le scarpe Altra Torin 3 sia la miglior soluzione per compiere la transizione dalle normali scarpe da corsa a queste dalla filosofia natural, perchè è si una scarpa dal Drop 0 (dove 0 sta per la differenza di altezza tra il tacco e la punta) ma al tempo stesso offre un ottima ammortizzazione grazie ai suoi 28mm di spessore.
I dolori di assestamento con le scarpe Altra Torin 3 ci sono stati specialmente a livello di avampiede e polpaccio ma credo che a lungo andare le mie gambe mi ringrazieranno per questa scelta, perchè una corsa natural e si più pericolosa se non la si pratica nella maniera corretta ma offre la dove ci sia uno stile giusto una miglior efficienza di corsa, quindi un minor consumo calorico e minor dolori muscolari e meno traumi a  livello di colonna vertebrale perchè al giorno d’oggi tendiamo a correre troppo spesso atterrando di tallone (i famosi mal di schiena dopo una gara trail spesso dipendono da questo).
Un altra problematica l’ho riscontrata nelle dita dei piedi con alcune vesciche da sfregamento nella parte superiore e laterale del piede sinistro quindi qual ora si decida di acquistare questa scarpa è consigliato prenderla un mezzo numero più grande, inoltre, la forma anatomica della scarpa può risultare “fastidiosa” per persone che abbiano il piede “alla greca” cioè con l’indice più lungo dell’alluce.
Le scarpe Altra Torin 3 hanno un’ottima tomaia in mesh ad asciugatura rapida, molto traspirante che permette al piede di non sudare eccessivamente a differenza di altre scarpe dove si suda nettamente di più, in questo modo specialmente in gare più lunghe si possono evitare problemi di vesciche e surriscaldamento della pianta.
Il grip risulta soddisfacente sia su asfalto che su sterrato ma come gia detto nella precedente recensione questa scarpa non nasce per l’off road e questo tipo di terreno ne limita molto la durata della suola anche se a mio personale giudizio la morbidezza della suola con doppio strato di EVA™ e strato superiore in A-Bound™, tecnologia Innerflex™ rende molto piacevole la rullata anche su piccoli sassi o terreno irregolare.
Ecco ho accennato alla rullata perchè è proprio qui che mi volevo soffermare, le scarpe Altra Torin 3 come molte delle sue “sorelle” Altra, grazie alla loro forma leggermente ricurva aiuta molto il piede a compiere il gesto corretto e la tecnologia usata restituisce al passo la spinta per lo step successivo migliorando sia la falcata che lo stile di corsa e per quanto risulti faticoso correre seguendo una certa cadenza nei primi allenamenti poi non ne possiamo che trarre beneficio.
Torin 3.0 punta larga
Personalmente “sono passato da una cadenza di 163 battiti con le vecchie scarpe a una media superiore ai 170 con pochi piccoli accorgimenti”  anche quando affronto allenamenti  non obbligatoriamente veloci, questo come già accennato sopra mi ha portato una serie di piccoli problemi sia muscolari che tendinei ai polpacci (specie nell’inserzione tra l’achilleo e il polpaccio stesso) e nell’avampiede quando a riposo andavo a piegare le dita all’indietro ma con del sano stretching la cosa si è calmata subito.

Bene iniziamo a questo punto a parlare di cose pratiche viste durante gli allenamenti con le scarpe Altra Torin 3:

Pochi giorni dopo la prima uscita (si ho fatto trascorrere un paio di allenamenti prima di riutilizzarle perchè la transizione dev essere graduale per non infortunarsi) le ho provate durante un allenamento di 10km al medio in notturna.
Tolgo le pantofole e mi allaccio le stringhe (ho notato che quest ultime rimangono ben legate a differenza di altri tipi di lacci) lasciando l’ultimo buco libero per non gravare troppo sul tendine tibiale già affaticato nelle ultime settimane di carico.
Pronti via accendo il gps e inizio ad abituare la vista al oscurità, perchè abitando in piena campagna non ci sono lampioni o case vicino e quindi ho imparato a correre  dove possibile con la luce naturale della luna, dopo alcuni minuti accendo la frontale e rimango colpito dalla moltitudine di inserti catarifrangenti della scarpa presenti nei lacci nella punta e nel tacco, questo è un particolare che come accennavo nella prima impressione mi piace molto perchè specialmente nelle discese tecniche ho imparato a non guardare dove metto i piedi con la vista principale lasciando il compito a quella periferica che deve essere aiutata da qualcosa che richiami l’attenzione velocemente e questi inserti sono perfetti (ci sono in quasi tutte le scarpe ma sono presenti in maniera molto minore).
Il piede nonostante la leggerezza delle scarpe Altra Torin 3 (238g) e la buona traspirabilità della tomaia mi da l’impressione di essere ben fasciato e protetto e nonostante la temperatura prossima allo 0 non avverto freddo alle dita (ottima cosa per chi ne soffre particolarmente come me).
Inizio ad aumentare il passo  e quindi la cadenza e sinceramente avverto un po di affaticamento ai quadricipiti (per il discorso della transizione al drop 0 accennato prima) ma cerco di concentrarmi sul passo e dopo i primi minuti la sensazione sparisce e noto che nonostante l’ammortizzazione sia comunque importante questa non si fa particolarmente sentire durante la corsa a differenza di altre scarpe con la stessa caratteristica.
A questo punto decido che è arrivato il momento di uno dei miei test preferiti: il guado del fiume!
Ci passo un paio di volte giusto per appurare che la scarpa sia bella bagnata e ritorno a correre al mio ritmo, inizialmente come in tutte le altre scarpe si ha la sensazione di correre su una spugna bagnata ma poi questo fastidio sparisce velocemente segno che la tomaia ben svolge il suo compito, inoltre la poca protezione laterale facilita la fuoriuscita dell’acqua.
Quindi promuovo le scarpe Altra Torin 3 a pieni voti nel test del fiume!
Una volta a casa un bel giornale accartocciato e infilato dentro e la scarpa dopo poche ore è gia asciutta.

Ricapitolando e riassumendo quanto detto sopra possiamo dire che le scarpe Altra Torin 3 sono:

  • – una scarpa ideale per chi cerca ammortizzazione e comfort nelle gare più lunghe su strada tipo passatore o maratone e per tutti quei runner che anche nelle gare brevi non corrono in spinta.
  • – per chi ha problemi di alluce vago o di costrizione alle dita dei piedi un ottima soluzione per far “respirare” la pianta.
  • -ideale per allenarsi di notte grazie all’alta visibilità dei suoi inserti catarifrangenti
  • -un buon inizio per tutte quelle persone che iniziano ad approcciarsi al natural running in quanto unisce un giusto ammortizamento ad un drop 0 (ricordarsi però di alternare con le vecchie scarpe i primi periodi)
  • -una scarpa molto comoda anche nel tempo libero e nel post gara per scaricare tensione ai tendini
Concludendo la recensione quindi mi sento di dire che le scarpe Torin 3.0 sono delle ottime scarpe, comode ed esteticamente valida un buon inizio per entrare nel mondo del natural running!!!
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Grazie per l’attenzione!!!

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