Sandali Running – Test Shamma Warriors by Riccardo Ageno [ITA]!

sandali-running

Esistono una miriade di scarpe e Sandali Running, ma per uno che corre scalzo nei Trail come me, è difficile trovare qualcosa che riesca a far provare le stesse sensazioni che si provano quando si corre senza niente sotto ai piedi.

D’altronde, correre scalzo su Trail è stancante, il piede lavora tantissimo, la mente pure: gli
occhi scannerizzano il terreno in continuazione, ed è tutto un viavai di input sensoriali che
arrivano ai piani alti, pronti per essere analizzati ed applicati alle gambe il prima possibile
sennò….sasso!
Ebbene sì, sasso, perchè a lungo andare prende il sopravvento la stanchezza: credetemi,
non è facile correre per km su un terreno che mette alla prova continuamente i tuoi
muscoli, i tuoi occhi ed il tuo cervello; il mio massimo, ad oggi, sono stati 8.5 km di trail
senza scarpe, con ben 2 km di pietraia dura e pura, dove per forza di cose si deve
rallentare. Sono lavori di qualità, non di quantità.
E siccome voglio comunque concedermi delle corse di quantità, non posso non utilizzare delle calzature che mi permettano di avere più protezione per poter fare più chilometri e che al tempo stesso sia munita di una suola performante che sopperisca con il grip alla mancanza che le dita dei piedi ti danno (sì, la suola umana non ci crederete ma è il miglior grip esistente sulla terra). Le ho provate di tutte: scarpe, sandali, ma nessuna ti fa sentire come quando sei scalzo.

Riccardo Ageno

I SANDALI RUNNING WARRIORS

Appena arrivano i sandali running Warrior sono slacciati. Vanno montati, cosa facile visto che in allegato si
trovano le istruzioni di montaggio. Facile ed intuitivo. E se proprio non ci capite nelle
istruzioni, Shamma ha pure pubblicato dei tutorial su youtube. Ancora più facile.
Già a prima vista, si vede che sono sandali ultra minimali: la suola è alta appena 5 mm, è
morbida, a differenza della maggior parte dei colleghi sandali da trail che spaziano dai 9 ai
14 mm di suola rigida. Vibram Newflex, caratterizzata dalle lamelle a zig-zag sul
battistrada, roba di qualità.


Si allacciano con facilità, ovviamente come qualsiasi sandalo vanno provati e regolati: la
prima regolazione a volte va calibrata sulla propria corsa, e bisogna farci un po’ l’abitudine.
Motivo per cui mi sono concesso quasi 60 km di corsa prima di dare un’opinione definitiva.
É proprio l’allacciatura che ha cambiato le mie opinioni sull’efficienza di questi sandali
rispetto alle prime impressioni descritte QUI: regolare bene il sandalo è essenziale per
garantire che esso stia perfettamente aderente al piede, e per correre su lunghe distanze
secondo me è molto importante aggiungere i laccetti secondari, che stabilizzano
prepotentemente il sandalo sul piede rendendolo quasi immobile.
Il passaggio in erba bagnata ed in acqua è stato superato abbastanza bene. Il sandalo
non si muove se i lacci sono stretti nel modo giusto, e questo è importantissimo perchè,
soprattutto coi sandali, se il piede inizia a slittare sul sandalo, è molto fastidioso e rallenta
di brutto la corsa. Forse c’è da dire che la pelle della versione base è meno performante
dello strato nero della versione “waterproof”, che a regola dovrebbe tenersi al piede
bagnato molto di più del cuoio. Andrebbero provati.


Unico appunto, ma secondo me risolvibile girando i lacci o con un po’ di lavoro di sartoria,
il fatto che ci sia una regolazione con velcro e non con una fibbia secondo me può creare
problemi se vengono strizzati troppo: il laccio è più lungo, il velcro sta fuori dell’attaccatura
controlaterale, e può essere un po’ fastidioso correre con sti lacci troppo lunghi di lato ai
piedi. Poca roba, comunque: l’importante è che il sandalo non si muova dal piede.

SANDALI RUNNING WARRIORS – GRIP

Mi sono ricreduto su questo aspetto. La prima volta che li provai non avevo messo il laccio
secondario, dovevo imparare a regolarli, dovevo farci l’abitudine.
Li ho provati altre tre volte, per un totale di 4 corse su Trail di quasi 60 km totali (con quasi
3000 d+) e le sensazioni della prima di queste quattro corse sono state completamente
capovolte. Ci ho corso in salita, in discesa, su fango, su terreno secco, su sterrato e su
rocce, carrareccia, single track e pure asfalto (poco, lo odio). Mai una volta che mi abbiano
tradito: sempre efficaci sul terreno di quasi tutti i tipi, sempre con una trazione ottimale per
permettermi di non avere mai slittamenti della suola sul terreno. Il segreto? La regolazione
e, secondo me, l’aggiunta del laccio secondario.
Perchè ho detto quasi?
Perchè sulle rocce bagnate, sì, hanno fallito. Lì un po’ scivolavo. Però ho sopperito a
questa mancanza con accortezza e forza muscolare dei miei piedi e polpacci:
l’allenamento barefoot dà sempre i suoi frutti.
Non esiste una suola artificiale in grado di resistere sulla roccia bagnata. Solo i nostri piedi
lo sanno fare, e su questo non c’è niente da fare.
Per il resto, i Warriors ci sono. Grippano alla grande.
Ovvio, bisogna saperci correre, ma ne parlerò al prossimo punto.
SENSAZIONI
Quando una ditta scrive, sul proprio sito: “disegnato per i minimalisti “hardcore” che
vogliono dei sandali running con il minor spessore di suola tra i loro piedi ed il terreno” non è che ti
scrive mettiteli e magicamente correrai come se tu fossi scalzo ma senza sentire niente.
Perchè non è così, loro ti hanno avvertito: questi sono per i minimalisti hardcore, ed io do
loro ragione in pieno.
Dopo quasi un anno di corse minimaliste e completamente scalzo, posso dire che di tutte
le scarpe che ho provato questi sono la calzatura da trail più minimale che esista. Per
strada ne esistono anche di meno spesse, ok, ma provate a correre sul fango in salita con
le suole lisce e poi venitemi a raccontare come vi hanno raccattato in fondo ad un burrone.
Secondo me non è tanto per lo spessore quanto per il fatto che la suola sia morbida.
Vi avverto subito: sentirete tutto.
Sentirete tutto ma avrete il piede protetto da 5 mm di suola.
Quindi, a differenza di quando si corre scalzo su trail, non vi dovrete fermare se si pianta
una spina sotto al piede, non rischierete di tagliarvi su sassi, non rischierete schegge di
legno dopo aver pestato rametti e robe simili. Quello no. Ma queste cose vi arriveranno
tutte nel cervello, perchè i Warriors sono stati creati per farvi sentire il terreno quasi come
se correste scalzi. Spettacolare.
Quindi, non posso che elogiarli sotto questo aspetto. Se la ditta avesse detto che non ci si
sentiva niente, e poi ci si sentiva tutto, avrei detto che mentivano spudoratamente. Ma la
ditta ha detto la verità, e la verità va sempre bene.
Sono sandali che ti fanno lavorare il piede. Devi ammortizzare, ammortizzare ed
ammortizzare ancora. Senza esperienza con un oggetto di così poco spessore, il primo
giorno ho azzardato un giro di 18 km e ho finito al 17esimo con i crampi ai piedi. Eppure io
corro scalzo, su asfalto arrivo tranquillamente a 15-20 km senza scarpe, però su trail è
un’altra cosa, si deve lavorare molto, molto di più.
Giustissimo avere i crampi secondo me, perchè il piede su uno spessore così minimal è
costretto ad essere efficiente, e deve esserlo tantissimo!
Io sono molto contento che il mio piede debba lavorare per riuscire a correre con questi
sandali, perchè vuol dire che sto allenando i miei piedi anche quando non corro scalzo. E
questo è un gran bene.
Sono sandali che vanno benissimo per allenarsi, rinforzerete i vostri piedi in maniera
eccezionale e quindi di conseguenza potrete migliorare anche le vostre prestazioni con
scarpe minimal o la vostra tecnica di corsa (sì, più suola togliete da sotto ai piedi, e più la
tecnica deve essere perfetta).
Per le gare, magari con calma. Se siete di quelli che vogliono fare gare e tempi, forse
prima dovrete farci un grosso rodaggio, ma una volta che si è fatto l’abitudine a questi
spessori, ci si sente come anestetizzati se si mettono suole più spesse sotto al piede.
É una condanna. Si chiama minimalismo. Che unito al Trail Running, devo dire, crea una
fortissima assuefazione.
In conclusione, come ho già detto e ribadito, se volete una calzatura minimal che però vi
attutisca gli urti dati da sassi, legni, radici, ed altri ostacoli che trovate su terreno naturale,
questi sandali non fanno per voi. Prendete un sandalo spesso da 10 mm in su e andrete
sul tranquillo.
Ma se siete già corridori minimali esperti e volete qualcosa che vi faccia avvicinare ancora
di più allo scalzismo assoluto su Trail, o se siete corridori barefoot che vogliono usare
qualcosa per non spaccarsi i piedi sui sassi o sui terreni impervi della natura, questi
sandali sono secondo me ciò che fa per voi.
In assoluto uno dei migliori prodotti che abbia mai sperimentato.

Grazie per l’attenzione, e continua a seguirci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *